…pronti, via!!!

8 dicembre 2009

Inizia da oggi questo blog, sul quale pubblicherò i miei articoli, consigli, informazioni a proposito di conferenze e corsi. Per quanto possibile risponderò alle vostre domande e vorrei  diventasse anche un luogo di approfondimento e di confronto di esperienze.

dott. Alessandro Maria Vinci

dottorvinci@yahoo.it

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Radicali liberi e stress ossidativo

10 febbraio 2010

 

Cosa sono:

L’ ossigeno è un elemento assolutamente necessario per la vita dell’uomo, è presente nell’atmosfera del nostro pianeta in percentuale del 21% circa mentre nel nostro organismo del 26% circa.

L’ossigeno però può anche essere molto dannoso, quando alcuni suoi atomi entrano a comporre molecole instabili, cioè con uno o più elettroni liberi.

Queste molecole sono dette radicali liberi, e sono alla continua ricerca di altre molecole con le quali unirsi, con il risultato però di danneggiare le cellule coinvolte in questo processo.

 L’azione dannosa dei radicali liberi colpisce le cellule, in articolare i grassi che ne costituiscono le membrane, sulle proteine del nucleo in particolare sul DNA con possibili alterazioni dell’informazione genetica, sugli enzimi cellulari ecc.

 I radicali liberi in minima quantità espletano però anche funzioni utili per il nostro organismo, per esempio, viene sfruttata questa capacità di attacco e danneggiamento al fine di difesa da microrganismi patogeni, per esempio virus e batteri; avviene perciò all’interno del nostro corpo un procedimento simile a quello che pratichiamo all’esterno di esso quando usiamo l’acqua ossigenata per la disinfezione di piccole ferite.

Sono anche importantissimi per l’eliminazione di cellule alterate, mutanti o invecchiate e giunte al termine del loro ciclo vitale.

Un’altra funzione utile riguarda la regolazione della contrazione della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, risultando così fondamentale per la normale circolazione del sangue.

Come si formano:

 Oltre alle reazioni chimiche di ossidazione che avvengono nel nostro organismo,

i radicali liberi “utili” vengono prodotti dai globuli bianchi per contrastare le infezioni, dai globuli rossi per frammentare l’ossigeno e poterlo utilizzare, dalle cellule dell’endotelio (tessuto interno) dei vasi sanguigni per regolare la loro stessa contrazione.

I radicali liberi si formano in eccesso a causa di:

  • alimentazione eccessivamente ricca di grassi animali e proteine
  • alimenti non tollerati
  • sostanze inquinanti (concimi, pesticidi, insetticidi) contenute nei cibi e nell’acqua
  • eccessiva assunzione di alcolici
  • fumo di sigarette, vero cocktail-killer a base di sostanze chimiche velenose
  • abuso di farmaci
  • inquinamento atmosferico ed ambientale
  • le radiazioni ionizzanti (elettrosmog)
  • l’eccessiva esposizione  ai raggi solari
  • l’intensa attività fisica praticata saltuariamente, chi invece è allenato riesce a tamponare l’eccessiva produzione di radicali liberi
  • lo stress emotivo e/o professionale

Come si può notare queste sono tutte componenti “normali” del nostro vivere quotidiano, perciò potremmo dire che vivere oggi vuol dire produrre radicali liberi in eccesso.

 Quali danni possono provocare:

 Abbiamo visto che l’azione dei radicali liberi va a colpire le diverse parti della cellula, per cui sia le malattie che i disturbi in cui sono coinvolti sono numerosi: 

  • malattie cardiovascolari
  • arteriosclerosi
  • malattie polmonari
  • invecchiamento precoce
  • morbo di Parkinson
  • malattia di Alzhimer
  • diabete
  • patologie oculari
  • danni peculiari dell’invecchiamento cutaneo, rughe, macchie, perdita di tono ed elasticità
  • azione di lesione sul DNA e quindi possibile relazione tra radicali liberi e diverse forme tumorali
  • allergie

 Come ci possiamo difenderci:

Il nostro organismo ha il potere di difendersi in modo naturale dall’eccesso di radicali liberi utilizzando diverse armi, producendo enzimi che vanno a limitare i danni provocati a livello cellulare; questi enzimi si chiamano superossidodismutasi (SOD), glutatione perossidasi, catalasi.

Altre sostanze agiscono come inibitori dei radicali liberi, sono cioè molecole “generose” che cedono elettroni ai radicali liberi rendendoli più stabili, queste molecole sono l’acido urico e la ceruloplasmina.

Queste sono le difese proprie del nostro organismo, che vanno però necessariamente aiutate con l’assunzione dall’esterno di sostanze antiossidanti come : 

  • vitamine, in particolare A, B, C, E
  • oligoelementi, es. selenio, rame, zinco
  • coenzima Q10
  • melatonina

 E’ quindi fondamentale adottare uno stile di vita che renda quando più possibile efficace la lotta ai radicali liberi in eccesso, sia controllando i fattori che ne scatenano la produzione citati poco sopra, sia intervenendo sull’alimentazione, sia dal punto di vista quantitativo con l’assunzione di nutrienti naturalmente ricchi di sostanze antiossidanti, che soprattutto dal punto di vista qualitativo evitando vegetali trattati con pesticidi e fertilizzanti chimici, controllando l’origine delle carni e dei pesci; è inoltre fondamentale il modo di conservazione, di lavaggio e di cottura degli alimenti per evitare la distruzione delle vitamine in essi contenute. 

La micronutrizione ortomolecolare, che sarà argomento di un prossimo articolo, prevede l’ opportuna assunzione di vitamine e oligoelementi si colloca molto bene anche nella prevenzione e cura dello stress ossidativo.

Potrete comunque approfondire questi consigli rivolgendovi al vostro medico o ad un consulente nutrizionista qualificato.

E’ anche consigliabile, al fine della prevenzione ed eventualmente per instaurare e valutare nel tempo una terapia antiossidante,  il controllo della quantità di metabolici reattivi dell’ossigeno e del potere tamponante residuo presenti nell’organismo.

Questo è possibile sottoponendosi, in un centro attrezzato, a due esami relativamente semplici: il D-ROMs test ed il BAP test effettuabili mediante il prelievo di una piccolissima quantità di sangue venoso.

 E’ importante notare ancora una volta che un corretto stile di vita e una corretta alimentazione ed una eventuale opportuna integrazione sono  necessari per prevenzione di molte malattie ed il presupposto necessario per un invecchiamento quanto più sereno ed in salute.

 dr Alessandro Maria Vinci


Idrocolonterapia

8 dicembre 2009

Di cosa si tratta:

L’idrocolonterapia è un procedimento di pulizia del colon, tratto terminale dell’intestino, indolore e sicuro quando praticato da mani qualificate ed esperte; fa parte di un percorso terapeutico che prevede una visita medica iniziale, l’idrocolonterapia stessa e la contemporanea terapia farmacologia di ricolonizzazione della flora batterica intestinale.

 Un po’ di storia:

 L’attuale idrocolonterapia è l’evoluzione moderna di una terapia molto antica, questo trattamento veniva già praticato oltre 3500 anni fa dai medici dell’ Antico Egitto, come è documentato dal papiro di Ebers, oggi conservato in Germania.

Il lavaggio dell’intestino è stato reputato una pratica terapeutica utile nel corso dei secoli ed in ogni parte del mondo, viene descritta sia da Ippocrate che da Galeno, raggiungendo nel periodo rinascimentale livelli perfino eccessivi con  l’introduzione mediante clisteri di misture a dir poco fantasiose, praticate dagli speziali o apotecari e descritte con spirito arguto da Molière nel suo celebre “Malato immaginario”.         

 Nei secoli seguenti poi, nel mondo occidentale, questa pratica è andata man mano scomparendo, rimanendo confinata nella pratica casalinga delle purghe e delle “perette”, fino a tornare alla ribalta nei primi anni sessanta, quando venne riscoperta da alcuni scienziati americani per la necessità di rendere quanto più possibile libero e “tranquillo” l’intestino dei primi astronauti. 

Il protagonista:

Il vero protagonista di questo iter terapeutico è il colon, a torto comunemente considerato solo il contenitore dei nostri rifiuti in attesa di essere espulsi; al contrario il colon è un organo impegnato in molte importanti funzioni tra le quali il riassorbimento  di acqua ed elettroliti, la produzione e l’assorbimento di vitamine che vedono impegnata la flora batterica intestinale, la importantissima funzione immunitaria difensiva e molte altre.

Non è da sottovalutare inoltre la componente psicosomatica di quest’organo, a chiunque è successo di averne a che fare, con le due diverse ed opposte risposte: la stipsi e la diarrea da emozioni, tensione, preoccupazione.

Purtroppo il colon è anche uno dei bersagli principali, se non proprio il principale, delle diverse sostanze nocive che siamo costretti ad assumere con l’alimentazione del giorno d’oggi; gli alimenti sempre più poveri di nutrienti ma sempre più infarciti di prodotti chimici al fine di conservarli, renderli più “appetibili”, portano al colon una quantità di scorie di difficile , quando non praticamente impossibile eliminazione per via naturale.

Tutto questo carico di scorie va a depositarsi nelle anse e sulle pareti del colon, rendendone difficile la funzione ed alterando il delicato equilibrio della flora batterica intestinale.

 Gli inquilini:

Come abbiamo visto il colon è un laboratorio chimico eccezionale e gli ”operai” chi qui lavorano sono gli ormai famosissimi protagonisti di spot pubblicitari, “i fermenti lattici”. Sono diverse famiglie di batteri che hanno raggiunto un rapporto di collaborazione con l’uomo: possono vivere e proliferare nel nostro corpo in cambio di una partecipazione ad alcune funzioni.

Questo è il concetto di simbiosi, ed il normale equilibrio di questo rapporto si chiama eubiosi. Al giorno d’oggi però la condizione più frequente è quella di disbiosi, vale a dire un alterato rapporto tra la flora batterica positiva e per noi utile e quella negativa e per noi fonte di disturbi e malattie di diversa natura. L’esempio più semplice è quello della candida albicans, che ha nel colon il suo serbatoio e che quando riesce a prendere il sopravvento ed a proliferare migra ad invadere e ad infettare diversi organi, primo fra tutti l’apparato genitale femminile con le ben note conseguenze.

Recentissimi studi compiuti dal gruppo di Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine di St Louis, pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, dimostrano che a seconda del tipo di flora batterica residente nel nostro intestino siamo più o meno inclini all’obesità.

Questa considerazione che vede nella qualità della flora batterica intestinale una concausa dell’obesità, uno dei mali principali del nostro secolo, ci porta un’altra volta a sottolineare l’importanza della conservazione della salute del colon.

La tecnica:

 Dopo una visita medica iniziale volta ad accertare la necessità della terapia e soprattutto ad escludere eventuali controindicazioni, si può passare alla vera e propria terapia idrica del colon, che oggi si avvale di apparecchiature sicure ed efficaci.         

 Il paziente, dopo aver indossato degli indumenti monouso, si stende normalmente a pancia in su sul lettino, viene introdotta una cannula che viene fermata con una cintura, e che viene collegata alla macchina mediante un tubicino di mandata dell’acqua ed un tubo di maggiori dimensioni per lo scarico, sempre attraverso la macchina, del materiale del lavaggio.

L’acqua che viene introdotta viene purificata mediante appositi filtri ed  ovviamente tutto ciò che viene impiegato è monouso e viene eliminato al termine di ogni terapia.

Ogni ciclo di lavaggio dura circa quaranta minuti, durante il quale si alternano fasi di lavaggio con acqua calda a fasi più brevi di immissione di acqua fredda.

La terapia non provoca dolore, si possono a volte provare delle sensazioni modeste di tipo “crampo”, quando si spostano delle masse d’aria.

E’ possibile effettuare il trattamento in qualunque ora della giornata e non è richiesto il digiuno.

Al termine del trattamento il paziente è perfettamente in grado di continuare senza alcun problema le normali occupazioni della sua vita quotidiana.

Sarà cura del medico prescrivere gli integratori più idonei per il ripristino della flora batterica e se necessario quanto utile per il ripristino della mucosa dell’intestino.

A chi serve:

Alla luce di quanto detto serve praticamente a tutti come trattamento disintossicante ed igienico, ma soprattutto a chi soffre di allergie ed intolleranze alimentari, di infezioni ricorrenti da candida, di stitichezza inveterata, del cosiddetto colon irritabile o psicosomatico, di colon atonico o con i normali riflessi evacuativi ridotti, di diverticolosi, di meteorismo, di problematiche dermatologiche, di parassitosi intestinale, è anche utile come presidio di supporto in corso di terapie farmacologiche prolungate e di chemioterapia.

Come già detto è un utile presidio per contrastare l’obesità.

Le controindicazioni: 

Come per ogni trattamento medico, anche per l’idrocolonterapia esistono alcune controindicazioni come, tra le altre, interventi chirurgici recenti, presenza di masse o formazioni sanguinanti, la rettocolite ulcerosa, importanti patologie a carico del fegato o del cuore, la presenza di malformazioni a carico dell’ano o del retto; è comunque compito del medico accertare l’assenza di controindicazioni alla terapia.

dott. Alessandro Maria Vinci

info@cmi-va.it